Storia

 

Chi era Kenshiro Abbe

 

Il Maestro Kenshiro Abbe nasce a Tokushima (Giappone) nel 1915. Suo padre era un famosissimo maestro di Kendo (la Via della spada). All'età di 14 anni inizia a fare judo e a 16 diventa campione delle alte scuole di judo a Tokushima e ottiene il 3° dan (grado di cintura nera esperto). A quel punto entra nell'esclusivo Busen (College speciale per insegnanti) presso il Butokukai di Kyoto. Ha così l'opportunità di studiare altre forme di arti marziali, fra cui Kendo e Aikido, sotto l'insegnamento di maestri di altissimo livello. Nel 1934 vince il campionato del Giappone per giovani e gli viene riconosciuto il grado di 6° dan a soli 18 anni. Purtroppoci furono gli anni bui della seconda guerra mondiale alla quale Abbe partecipa. Nel 1945 gli viene riconosciuto il 7° dan di judo e il 6° dan di kendo dal Butokukai, che però viene chiusa dalle forze alleate per pratica illegale delle arti marziali. Abbe diventa istruttore presso la polizia di Kyoto. Nel 1955 all'età di 40 anni va in Gran Bretagna e introduce in occidente il concetto di Kyu Shin Do e fonda l'International Budo Council, associazione che si prefiggeva di far conoscere i principi in tutto il mondo. Negli anni 60 viene invitato in Italia dal Maestro Cesare Barioli, che organizza diversi stage. Kenshiro Abbe è morto in Giappone nel 1993.


Cosa significa Kyu Shin Do

Kyu Shin Do significa la Via nella quale si studia se stessi, il proprio io. Nel Dojo (è la parola tradizionale giapponese che indica il luogo di pratica delle arti marziali) si studia se stessi attraverso la pratica delle arti marziali. Il confronto fisico e l'armonia con i compagni durante le lezioni, nel rispetto delle regole di comportamento e sotto il controllo del Maestro e degli allievi anziani, permette di conoscere i propri limiti e quindi di poterli migliorare.

La palestra KENSHIRO ABBE PRATO prende il nome da questo M° perché Sergio Tofani, il suo fondatore, avendo seguito per molto tempo il metodo di Cesare Barioli, è rimasto affascinato dagli insegnamenti del M° giapponese.